Work Stress Risk Questionnaire (WSRQ): SIPISS conduce uno studio pilota per la validazione

Ricerca presentata all'80° Congresso Nazionale SIMLII, Padova 20-22 Settembre, 2017

Il presente articolo è stato pubblicato sul “Giornale Italiano di Medicina del Lavoro ed Ergonomia”, scaricabile cliccando qui.

 

Studio pilota per la validazione di un questionario per la valutazione soggettiva del rischio stress lavoro correlato: il Work Stress Risk Questionnaire (WSRQ)

Giuseppe Ferrari*, Francesco Chirico**, Giuseppe Taino***, Enrico Oddone****, Marcello Imbriani*****
* SIPISS, Milano, Italy
** Centro Sanitario Polifunzionale di Milano, State Police, Health Service Department, Ministry of Interior, Italy
*** IRCCS “S. Maugeri” Foundation-Pavia-Unit Hospital of Occupational Medicine (UOOML)
****Occupational Medicine Unit “S Maugeri”, Department of Public Health, Experimental and Forensic Medicine, University of Pavia. Hospital Occupational Medicine Unit (UOOML) ICS Maugeri Spa SB, Pavia, Italy
***** Department of Public Health, Experimental Medicine and Forensic, University of Pavia – IRCCS “S. Maugeri” Foundation-Pavia-Unit Hospital of Occupational Medicine (UOOML)

Introduzione
Il metodo INAIL-ISPESL per la valutazione del rischio di stress lavoro correlato (R-SLC) prevede una valutazione preliminare, obbligatoria, di tipo oggettivo basata su “check list” riguardanti eventi sentinella e fattori di contenuto e di contesto lavorativo (1) ed una successiva, eventuale, valutazione di tipo soggettivo effettuata, invece, attraverso un questionario, l’Indicator Tool tradotto e basato sulle 6 dimensioni dei Management Standard anglosassoni: “richieste”, “controllo”, “supporto”, “relazioni”, ”ruolo” e “cambiamento”.

Obiettivo
Realizzare un questionario per la valutazione soggettiva del R-SLC, basato sui fattori di contenuto e di contesto individuati da Cox e Griffiths nel report pubblicato dall’EU-OSHA nel 2000 (1), così come descritti dalle check list INAIL/ISPESL, ma adattati alle peculiari caratteristiche di differenti ambienti/setting lavorativi. Una maggiore aderenza tra il questionario e le check list INAIL/ISPESL, infatti, potrà consentire una valutazione del rischio e l’individuazione di misure di prevenzione e protezione più specifiche per l’ambito lavorativo considerato.

Materiali e metodi
Nel presente studio un panel di esperti, sulla base della letteratura scientifica e degli item delle check list INAIL-ISPESL, ha riformulato tutti i fattori organizzativi esistenti raggruppandoli in nuove macro-aree generali, omogenee e funzionali all’individuazione delle eventuali misure correttive da parte degli stakeholders. Dopo aver ridefinito le macro aree con i relativi fattori, è stato messo a punto un questionario specifico per poter individuare nel setting “Ufficio” e per la mansione “Impiegato amministrativo”, le macro aree ed i relativi fattori organizzativi percepiti dal nostro campione di lavoratori come a maggior potenziale stressogeno. E’ stato, a tal fine, effettuato uno studio preliminare mediante interviste semi-strutturate su di un campione randomizzato di 450 impiegati a cui poi è stato chiesto, attraverso il nostro questionario, di assegnare un punteggio (da 1 a 10, in senso crescente) ad ogni fattore di tutte le aree individuate. Quindi, sono state confrontate le medie derivanti dalle somme dei punteggi delle diverse macro aree attraverso l’analisi della varianza (ANOVA) ad una via. Le variabili socio-anagrafiche e lavorative considerate nel campione esaminato sono state: età, sesso, anzianità lavorativa (<10 aa, 10-20 aa, > 20 aa), tipologia di contratto (part-time e full time), tipologia di azienda (pubblico, privato) e di contratto (indeterminato o altro), dimensioni aziendali (piccola, media o grande).

Risultati
Il panel di esperti ha individuato le seguenti sei macro-aree/dimensioni: “Carico di lavoro”, “Comunicazione”, “Relazioni”, “Ecologia Personale”, “Responsabilità/Ruolo”, “Ambiente di lavoro”. Pertanto, sulla base di tali macro aree e dei relativi fattori organizzativi individuati, è stato elaborato e somministrato una versione preliminare del nostro questionario in corso di validazione denominato “Work Stress Risk Questionnaire- Office Administration (WSRQ-OA)”, che risulta composto da 36 item divisi in 6 scale (o dimensioni). Dall’analisi dei risultati preliminari, sono state evidenziate differenze statisticamente significative tra le medie dei punteggi delle scale, con valori più elevati, nel settore privato, per le aree “Ambiente di lavoro” e “Carico di lavoro” e, nel settore pubblico, per le aree “Comunicazione” e “Relazioni”. Anche se la valutazione del R-SLC deve considerare tutti i fattori inclusi nelle check list ISPESL-INAIL, l’uso di un questionario adattato, standardizzato e validato in uno specifico ambito lavorativo, potrà rendere più agevole la valutazione oggettiva e soggettiva del rischio e l’individuazione delle misure correttive eventualmente necessarie (2-7).

Bibliografia
– Cox T, Griffiths A, Rial-Gonzalez E. Research on work-related stress. Luxembourg: Office for Official Publications of the European Communities: European Agency for Safety & Health at Work; 2000.
– Girard A, Penati V, Ferrari G. Manuale di valutazione dei rischi psicosociali 3 ed. Milano: Edizioni FS; 2016..
– Ferrari G. Psychosocial risks within prison service. J Health Soc Sci. 2016; 1(1): 23-28.
– Chirico F, Ferrari G, Taino G, Oddone E, Giorgi I, Imbriani M. Prevalence and risk factors for Sick Building Syndrome among Italian correctional officers: A pilot study. J Health Soc Sci. 2017; 2(1): 31- 46.
– Taino G, Battaglia A, Imbriani M. workplace conflicts and psychological work-related injuries: our eperience in Italy, J Health Soc Sci. 2016; 1(1):17-22.
– Chirico F. Adjustment disorder as an occupational disease: Our experience in Italy. Int J Occup Environ Med. 2016; 7:57.
– Chirico F. The assessment of the psycosocial risk: only work-related stress” or something else? Med Lav. 2015;106: 65-6.