Il rapporto tra la percezione dello sforzo e la performance negli sport di endurance

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Journal of Health and Social Sciences 2016, 1(3)

Cite this article as – Ferrari G, Chirico F, Rasà G. Examining physical training versus physical and mental training programmes in Swimrun semi-professional athletes: A randomised, controlled, trial. J Health Soc Sci. 2016;1(3):199-210

DOI 10.19204/2016/gndr22


Il presente progetto di ricerca, della durata di 4 mesi (Giugno-Ottobre 2016), ha l’obiettivo di ridurre la percezione dello sforzo attraverso specifiche tecniche mentali, al fine di migliorare le prestazioni degli atleti durante una gara di endurance molto impegnativa, la Swimrun cheers.

Lo studio delle prestazioni e dello sforzo percepito durante l’attività sportiva è, da diversi decenni, centro di interesse per discipline scientifiche quali la psicofisiologia, la fisiologia e la psicologia dello sport. Tuttavia esistono pochissime ricerche che si sono concentrate sulla relazione che intercorre fra prestazioni e sforzo percepito.

Il concetto di percezione dello sforzo si deve a Gunnan Borg che, a partire dagli anni 60, ha dedicato gran parte delle sue ricerche allo sviluppo di scale atte a registrare la percezione soggettiva dello sforzo in relazione all’entità o intensità dello sforzo stesso durante l’attività fisica. Tali scale vengono ampiamente utilizzate, soprattutto per il monitoraggio del carico di allenamento per gli sport di endurance, per evitare soprattutto fenomeni come l’overreaching e l’overtraining. In contemporanea, alcuni studi si sono indirizzati verso la manipolazione di alcune variabili psicologiche, quali l’attenzione, dimostrando come quest’ultime hanno un effetto significativo sulla percezione e sulla capacità di sostenere lo sforzo per un periodo prolungato di tempo. Inoltre, attraverso l’utilizzo di tecniche mentali  pensate specificatamente per cambiare le modalità attraverso cui percepire lo sforzo,  si sono riscontrati alcuni benefici sulla performance di resistenza. E’ stato rilevato infatti che la percezione dello sforzo potrebbe essere un fattore limitante nei confronti della performance umana e di endurance in particolare.

Pertanto, partendo dall’assunto che la percezione dello sforzo può ridurre le prestazioni dell’atleta mentre sta praticando uno sport di endurance, l’obiettivo che si prefigge questo progetto di ricerca è quello di verificare se effettivamente la riduzione della percezione può migliorare le prestazioni dell’atleta durante una gara di endurance molto impegnativa. In tale contesto lo sport di endurance molto impegnativo sarà lo Swimrun, sport multidisciplinare che prevede la pratica della corsa alternata al nuoto. La gara a cui faremo riferimento in questo progetto di ricerca, in particolare, richiede svariate transizioni tra le fasi di nuoto e di corsa per un totale di 39 km. Attraverso degli interventi mirati e pensati specificamente per la gara di Swimrun cheers, auspichiamo ad una riduzione della percezione dello sforzo durante la pratica dell’esercizio fisico e dunque, ad un conseguente aumento delle prestazioni da parte degli atleti che hanno ricevuto la formazione rispetto ad un gruppo che non ha ricevuto alcuna formazione mentale in previsione della gara.